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2- Storia della pubblicità | Cinque passaggi chiave nel settore pubblicitario

ottimo_admin September 10, 2021

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Esiste un’ampia letteratura sulla storia della pubblicità nel mondo.

Ogni studioso del settore ha tracciato e analizzato la storia dell’industria pubblicitaria scegliendo degli aspetti specifici cui dare maggiore importanza.

Anche in questa lezione abbiamo scelto un criterio di selezione: piuttosto che un elenco di eventi chiave nella storia della pubblicità, analizzeremo alcune grandi tendenze che hanno caratterizzato la storia del settore.

Ci sono infatti risorse sufficienti per studiare la storia delle pubblicità seguendo il corso degli eventi (+).

Come riferimento scientifico prenderemo il quadro generale tracciato da Sandra Moriarty nel libro Advertising. L’autrice identifica cinque epoche nella storia della pubblicità (+):

 

  • L’era della stampa
  • L’avvento delle agenzie pubblicitarie
  • L’era scientifica della pubblicità
  • La rivoluzione della creatività nella pubblicità
  • L’era della responsabilità e della promozione delle comunicazioni di marketing integrate

 

Di seguito, daremo uno sguardo più da vicino ad ogni epoca.

 

L’era della stampa

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L’invenzione della macchina da stampa può essere considerato l’evento che ha dato vita a una nuova era della pubblicità.

Prima di allora, la pubblicità era in gran parte limitata a territori circoscritti.

Gradualmente, volantini, annunci sui giornali e persino cartelloni pubblicitari sono diventati popolari. La prima pubblicità sui giornali è stata realizzata nel 1704 da una società immobiliare. 

 

Solo a distanza di 25 anni da da quel primo annuncio gli editori di quotidiani pensarono di inserire una sezione speciale e permanente per gli annunci pubblicitari.

 

L’avvento delle agenzie pubblicitarie

Come si può intuire, l’attività delle agenzie divenne significativa solo dopo l’espansione delle potenzialità dei media (e della loro concorrenza) e l’emergere di molteplici opzioni per la comunicazione pubblicitaria.

 

Le stesse agenzie per la pubblicità online sono cresciute e si sono sviluppate solo dopo la diffusione delle tecnologie e dei canali digitali.

 

Pertanto, dopo l’invenzione della stampa, non abbiamo visto la nascita delle agenzie pubblicitarie fino alla metà del XIX secolo.

 

Circa 150 anni dopo la pubblicazione del primo annuncio, quando la pubblicità prese sempre più spazio tra le pagine dei giornali e sui muri delle città, le agenzie pubblicitarie divennero un interlocutore importante nella comunicazione pubblicitaria.

 

Per quanto ne sappiamo, i primi esempi di quelle che possiamo considerare come campagne pubblicitarie furono progettate e realizzate a metà del XIX secolo, all’incirca verso il 1860.

 

Da quel momento le commissioni pubblicitarie divennero una delle più consistenti fonti di reddito per le agenzie pubblicitarie e ci furono i primi acquisti di mass media.

 

Nei primi anni del Novecento, le agenzie cominciarono gradualmente a osservare e analizzare i brand per aiutare i titolari di piccole e medie imprese a commercializzare i loro prodotti in modo più specializzato, utilizzando la comunicazione pubblicitaria per avvicinare, incuriosire e quindi soddisfare la domanda.

 

L’era scientifica della pubblicità

Con la moltiplicazione delle agenzie pubblicitarie sono emerse due tendenze importanti.

 

Una consiste nell’unione di più agenzie per creare un’organizzazione specializzata in uno specifico settore pubblicitario, l’altra è la definizione, da parte di ogni agenzia, di campagne pubblicitarie sempre più efficaci, su misura.

Entrambe queste tendenze, nella pratica, portano alla realizzazione di comunicazioni pubblicitarie più scientifiche.

 

A questo punto è assodato che la pubblicità, oltre all’aspetto artistico, ha anche un aspetto scientifico.

La scelta delle parole, dei colori e/o dei suoni per un messaggio non può essere dettata esclusivamente dal gusto estetico e dalla creatività:

lo studio, la ricerca, le evidenze scientifiche devono confermare la risposta positiva del pubblico nei confronti dei contenuti pubblicitari.

 

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Questo processo apparentemente semplice inviava un messaggio fondamentale agli artisti che lavoravano nel settore.

L’artista generalmente creava l’opera d’arte secondo il suo gusto personale.

Dopotutto a queste persone era richiesto di avere una conoscenza approfondita dell’arte e una competenza tecnico-artistica.

Ma ora i risultati concreti dell’arte al servizio della pubblicità si misuravano secondo un criterio importante:

la gente è disposta a comprare e pagare di fronte a questa opera d’arte?

 

L’era scientifica della pubblicità può essere identificata con l’avvento del pragmatismo sull’idealismo.

 

Un’epoca che ha allontanato alcuni artisti dal mondo pubblicitario per formare una nuova generazione di professionisti in grado di mettere l’arte al servizio delle imprese.

 

Un’epoca in cui, per scrivere il titolo di un annuncio, oltre al rispetto delle regole della lingua e alla scelta delle parole corrette, si fece strada un’altra domanda: “Queste parole portano a una vendita?”

 

Altre domande come la lunghezza appropriata di un testo promozionale, la musica giusta per uno spot radio, le diverse risposte di uomini e donne a un annuncio, la differenza tra un visitatore di annunci online e un cliente, la scelta del target di riferimento e dozzine di altre questioni oggi dibattute nel marketing sono nate nell’era scientifica della pubblicità.

 

La rivoluzione della creatività nella pubblicità 

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